Caratteristiche comuni

I meccanismi di difesa sono modalità con cui gli individui si difendono dall'ansia. Consistono generalmente nel rendere inconscio il contenuto mentale inaccettabile, utilizzando diverse strategie.
I meccanismi di difesa sono usati da tutti e hanno lo scopo di proteggere il funzionamento mentale dell’individuo: hanno perciò un valore adattivo. Tuttavia, si presentano come armi a doppio taglio, perché non risolvono i conflitti ma li accantonano soltanto, permettendo loro di continuare ad agire in modo inconscio ed incontrollabile.
La conoscenza dei meccanismi di difesa, unitamente a capacità introspettive e autocritiche, può permetterci di capire se e da che cosa ci stiamo difendendo. La conoscenza di sé, dei nodi conflittuali della propria personalità, è infatti il primo indispensabile passo verso il cambiamento relazionale. Essere consapevoli delle proprie caratteristiche, delle proprie difficoltà, delle proprie reazioni permette infatti di rendersi conto di comprendere meglio che cosa può essere attribuito a noi e che alla situazione e perciò di avere una visione più obiettiva dell’altro e della relazione.
Si ha un vero sviluppo mentale solo se si riesce ad accettare, comprendere ed elaborare le difficoltà, invece che eluderle. 

Rimozione

E' il processo inconscio mediante il quale si escludono dalla coscienza fatti, pensieri o emozioni ritenuti inaccettabili.
La rimozione è un meccanismo di difesa molto efficace ma anche molto pericoloso. Infatti, i pensieri rimossi, dall’inconscio, continuano a determinare in parte il nostro comportamento.

Proiezione

E' il processo inconscio con cui si attribuiscono all'altro pensieri, sentimenti, tratti di personalità ritenuti negativi.
La proiezione è un meccanismo di difesa prevalentemente primitivo ed infantile.
Si manifesta nel suo aspetto più evidente e drammatico nei deliri e nelle allucinazioni.
La proiezione viene usata molto spesso anche da persone normali per diminuire le tensioni e le ostilità.
L’uso massiccio della proiezione limita fortemente la capacità di effettuare una valutazione critica del proprio comportamento, perchè tutti gli aspetti negativi sono attribuiti agli altri. Non permette perciò di cambiare e di acquisire un adattamento realmente soddisfacente alla situazione in atto.

Negazione

Consiste nel diniego di una parte spiacevole o indesiderata della realtà.
E’ un meccanismo di difesa primitivo, molto frequente nei bambini. E’ usato spesso anche dagli adulti, specie di fronte a situazioni difficili o imbarazzanti.
L’esempio forse più frequente è la negazione della paura attraverso l’ostentazione di un comportamento spavaldo e di un’incrollabile sicurezza in sé.

Isolamento

Attraverso questo meccanismo di difesa, pensieri, fantasie o ricordi spiacevoli possono accedere alla coscienza perché vengono rimossi l'emozione o il contesto, ad essi collegati.
Ad esempio, si può ricordare un avvenimento ma non il disagio che si è provato in quella situazione.

Formazione reattiva

Assunzione di un atteggiamento diametralmente opposto rispetto ad un desiderio rimosso.L'atteggiamento mancante persiste inconsciamente e viene rimosso perché è considerato pericoloso dal soggetto.
Per esempio, un atteggiamento di amore universale può nascondere la presenza di una notevole aggressività incoscia. Un altro esempio tipico è quello del bambino che, dopo essere stato sgridato davanti ai compagni, cela la tristezza e l’umiliazione mettendosi a ridere.

Razionalizzazione

Tendenza a dare spiegazioni razionali per tentare di giustificare atteggiamenti, opinioni o comportamenti altrimenti inaccettabili.
I motivi sottostanti l’assunzione di tali comportamenti sono in realtà irrazionali, terminati dai desideri del soggetto o dall’intenzione di evitare situazioni spiacevoli.