L'invecchiamento fisiologico comporta diverse variazioni delle attività psicomotorie.
Attività motoria
Rallentamento dei movimenti, che però, in assenza di patologie specifiche, mantengono precisione.
Attenzione
- Difficoltà di attenzione distribuita, cioè nel prestare attenzione a più stimoli contemporaneamente. Ad esempio gli anziani possono avere difficoltà a guidare nel traffico.
- Maggiori tempi di reazione agli stimoli.
Abilità cognitive
- L’intelligenza fluida (capacità di risolvere problemi) declina con l’età.
- L’intelligenza cristallizzata (capacità linguistiche e cultura generale) non declina con l’età.
- Le abilità tenute in costante esercizio per tutta la vita non decadono ma possono addirittura migliorare durante la vecchiaia.
- Le abilità non esercitate in età adulta decadono prima.
Per questo, nella terza età è più opportuno e soddisfacente portare avanti interessi ed attività precedenti piuttosto
che voler imparare qualcosa di nuovo.
Sono predittori di un buon invecchiamento cognitivo:
- Buon grado di istruzione
- Lavoro intellettuale
- Mantenimento di interessi culturali
Memoria
- Ridotti o nulli deficit nella memoria a breve termine (cioè il ricordo di informazioni che, appena presentate, vengono rievocate immediatamente)
- Deficit più gravi nella memoria a lungo termine (cioè ilrecupero di informazioni che sono immagazzinate da lungo tempo), soprattutto in relazione alla difficoltà nell’utilizzare strategie di recupero
- Deficit contenuti nella memoria autobiografica; in ogni caso, generalmente il periodo che viene ricordato meglio è quello della giovinezza (20 – 35 anni)
- La memoria prospettica (cioè la capacità di ricordare gli impegni futuri) tende a non decadere con l’età.
I deficit di memoria sono fortemente influenzati da fattori emotivi quali passività, mancanza di iniziativa o scarsa fiducia nelle proprie possibilità. Spesso, infatti, è necessaria una diagnosi differenziale molto accurata per discriminare tra demenza e depressione.
Emotività e motivazione
- Prevalgono emozioni di lieve intensità e lunga durata.
- Prevalgono gli stati d’animo negativi: apatia, tristezza, ipocondria, ansia…
- Tendenza a concentrarsi su se stessi
- Tendenza all’introversione e, a volte, all’isolamento
- Si accentua la rigidità
- Diminuisce la capacità di adattamento
- Diminuisce l’impulsività e, spesso, aumenta la tolleranza verso gli altri.
Le tendenze naturali degli anziani non vanno sempre assecondate, ad esempio la tendenza all’isolamento non contribuisce affatto ad affrontare bene la vecchiaia, perché fa peggiorare l'umore e dà meno occasioni di tenere attive le proprie facoltà.
Vivere la vecchiaia
Strategie da evitare:
- La medicalizzazione della vecchiaia
Tutto viene impostato sui problemi medici, per cui curarsi diventa uno scopo, quasi il maggior impegno della giornata.
L’anziano che adotta questa strategia di fronteggiamento usa la malattia facendola diventare qualcosa di cui parlare o da esibire quando non si possono mostrare successi diversi. Diventa così un primato, triste, ma sempre un primato.
- Giovanilismo
Il giovanilismo è la negazione della vecchiaia, nel senso che il comportamento viene impostato su standard di vita che sono più tipici di altre fasce di età.
Questo tipo di atteggiamento è spesso incoraggiato dalla società che per rivalutare l'anziano propone non un ruolo preciso ma, piuttosto, un falso prolungamento della gioventù. Il rischio è quello di andare incontro ad una grave depressione quando non sarà più possibile negare i segni dell'età.
- Il catastrofismo e l'atteggiamento polemico
Un'altra strategia comune è quella di assumere un atteggiamento pessimistico verso il mondo, le persone, i valori.
Spesso pessimismo e previsioni negative si accompagnano ad un atteggiamento polemico, poiché diventa importante individuare chi è il responsabile dei guai e quindi cercare di combatterlo.
La catastrofe mondiale attenua, così, la piccola catastrofe individuale dell'invecchiare. Ma questo non è un atteggiamento che paga perché induce una serie di comportamenti depressivi.
Strategie utili:
- Adattarsi alle nuove situazioni di vita
- Mantenersi occupati
- Mantenere interessi intellettuali
- Dedicarsi ad attività altruistiche
Rendersi utili coltiva l'impressione di essere necessari ed è anche un valido meccanismo per evitare la tendenza al vittimismo.
- Equilibrio tra attività e riposo, tra accettazione e reazione alla vecchiaia.