Avere un figlio adolescente non è semplice. Spesso i genitori possono avere la sensazione di trovarsi sotto processo e i figli si siano trasformati in spietati giudici di ogni loro azione. In effetti, gli adolescenti sottopongono al loro vaglio critico anche l’autorità degli adulti, che non è più accettata in quanto tale, ma è riconosciuta soltanto se, a loro giudizio, l'adulto si dimostra credibile, competente e autorevole.
Relativamente agli insegnanti, accade spesso che i ragazzi, pur riconoscendo la competenza di un insegnante rispetto alle sue materie, non gli accordino una pari autorità rispetto a questioni di vita quotidiana.
Consigli e indicazioni morali degli insegnanti sono generalmente da evitare perché possono essere considerati dai ragazzi un’indebita intrusione in un’area non di loro competenza e, perciò, suscitare astio e ribellione.
Tuttavia, gli adolescenti generalmente si trovano in accordo con gli adulti per quanto riguarda i valori di fondo.
Anche per questo motivo, la buona riuscita a scuola è sempre considerata un obiettivo importante. Può essere sostituita da altri obiettivi che permettano di mantenere un’alta autostima (ad es. la popolarità tra i coetanei, la riuscita in altre attività quali musica e sport...), se è percepita come troppo difficile da raggiungere.
Le aree di disaccordo riguardano invece le regole di comportamento quotidiano, avvertite come nettamente più marginali, ad es. quali gli abiti da indossare, gli amici da frequentare, l’orario di rientro...
Gli adolescenti si considerano capaci di creare regole ed avvertono il bisogno di essere presi sul serio e responsabilizzati. Generalmente i rapporti più conflittuali con gli adolescenti si hanno proprio se si continua a trattarli da bambini. E' perciò importante affidare loro compiti e responsabilità e, parallelamente concedere margini di autonomia.