In adolescenza si manifesta una frequenza relativamente alta, rispetto alle altre fasi della vita, di comportamenti a rischio, quali promiscuità sessuale, guida pericolosa, assunzione di sostanze psicoattive, azioni illegali.

Questi comportamenti sono attuati con una maggiore frequenza da maschi con una bassa scolarità, mentre risultano meno a rischio le ragazze e coloro che si percepiscono come studenti di successo.

Fattori di rischio conclamati riguardo all’assunzione dei suddetti comportamenti appaiono:

  • un’educazione eccessivamente permissiva o autoritaria, tale da favorire l’insorgenza di comportamenti ribelli;
  • non riconoscimento al ragazzo di un’effettiva capacità decisionale;
  • una scarsa comunicazione in famiglia;
  • una scarsità di interessi, per cui l’adolescente non riconosce come importanti né la scuola, né il lavoro né la famiglia, né i valori etici, né lo sport o la partecipazione alla vita sociale o religiosa;
  • un’elevata importanza attribuita alla propria autonomia, al divertimento ed alla gestione del tempo libero.

In questo quadro, l’assunzione di comportamenti a rischio si profila come uno i pochi spazi in cui l’adolescente possa esercitare la propria capacità di autodeterminazione.
Fattori di protezione sono invece:

  • interessi ed impegni sportivi, culturali, sociali, religiosi...;
  • una buona riuscita a scuola;
  • un’educazione democratica che promuova l’assunzione di responsabilità e crei spazi di autodeterminazione.