La valutazione del ritardo mentale
Il ritardo mentale o, più correttamente, disabilità intellettiva, è un disturbo che implica deficit nello sviluppo cognitivo e socio-relazionale, che viene normalmente diagnosticato entro i 18 anni di età.
La presenza o meno di ritardo mentale si valuta sia attraverso l'osservazione generale del funzionamento dell'individuo sia attraverso specifici test per la valutazione del Q.I (quoziente intellettivo).
Il più utilizzato è il test WISC IV (Wechsler Intelligence Scale for Children), che comprende sia prove legate a conoscenze scolastiche (ad esempio prova di vocabolario e di ragionamento aritmetico), sia prove “pratiche” (ad esempio disegno con i cubi). Sono presenti inoltre prove di memoria (memoria di cifre) e prove che prevedono il possesso della capacità di comportarsi in situazioni sociali.
Questo test permette di ottenere un Q.I. totale e la valutazione alcuni fattori come la comprensione verbale, il ragionamento visuo-percettivo, la velocità di elaborazione delle informazioni e la memoria di lavoro.
Il confronto tra i due Q.I. permette inoltre di ipotizzare la presenza di eventuali disturbi dell’apprendimento, in soggetti con Q.I. superiore a 85.
Forme di ritardo mentale
- lieve (85% dei casi), QI da 50-55 a 70
- moderato (10%), QI da 35-40 a 50-55
- grave (3-4%), QI da 20-25 a 35-40
- gravissimo (1-2%), QI inferiore 20-25.
NOTA BENE: la normalità comprende la fascia di Q.I, da 90 a 110, mentre il ritardo mentale lieve inizia con un punteggio di 70.
Ci sono, naturalmente persone che presentano Q.I. compresi tra 89 e 71!
Gli allievi che hanno Q.I. certificati compresi tra 85 e 71 presentano Bisogni Educative speciali (B.E.S.) e hanno diritto ad adeguamenti nella didattica ma devono svolgere lo stesso programma della classe e non hanno diritto all'insegnante di sostegno.
a) Ritardo mentale lieve
Il ritardo lieve è difficilmente evidenziabile nei primi anni di vita.
Il periodo iniziale in cui si nota il problema è quello dell'inserimento nella frequenza scolastica, quando possono sopraggiungere difficoltà nell'apprendimento.
Fino all'età di circa vent'anni i soggetti affetti dalla patologia necessitano di un sostegno nell'adattamento scolastico e sociale. Possono conseguire un'autonomia sociale e lavorativa, pur necessitando comunque di qualche aiuto.
b) Ritardo mentale medio o moderato
Il R.M. medio o moderato ha eziologia organica e gli individui affetti da tale patologia rimangono ad un'età mentale di 6/8 anni.
Presentano discrete capacità comunicative e con supervisione possono provvedere alla cura della propria persona e allo svolgimento di lavori semplici.
Hanno relativa autonomia nei luoghi familiari e possono discretamente adattarsi alla vita nel contesto sociale, imparando magari a spostarsi senza aiuto impiegando mezzi pubblici. Per quanto riguarda l'apprendimento scolastico, comprensione e uso del linguaggio sono lenti e il vocabolario appreso è piuttosto limitato.
c) Ritardo mentale grave
Il ritardo mentale grave ha origine organica e l'età mentale dell'individuo si ferma ai 4/6 anni.
I livelli del linguaggio sono minimi o assenti.
Se opportunamente supportato, l'individuo può acquisire una competenza basilare della cura di sé e le capacità di svolgere attività lavorative molto semplici in ambienti protetti e in presenza di personale specializzato.
Il beneficio scolastico è limitato dall'insegnamento di materie prescolastiche. Può acquisire capacità per riconoscere parole semplici per i bisogni primari.
d) Ritardo mentale gravissimo
Il soggetto non è in grado di svolgere le principali funzioni della vita quotidiana.
La vita di relazione è per lo più ridotta.
Linguaggio per lo più assente o fortemente compromesso con non più di 10/20 parole comprensibili con difficoltà. Necessità di sostegno è pervasiva, occupa tutta la durata della vita e deve essere continua.
Cause
Solitamente sono distinguibili in:
- cause prenatali (30%): anomalie genetiche, malformazioni cerebrali
- cause perinatali (10%): prematurità, complicanze in itinere nella gravidanza o nel parto
- cause postnatali (10%): traumi, infezioni o disordini neurodegenerativi
- condizioni ambientali (15 - 20%): mancanza di accudimento e di stimolazioni