FARE SPORT ED ENTRARE IN COMPETIZIONE IN MODO SANO E COSTRUTTIVO

AGGRESSIVITÀ E COMPETIZIONE

Aggressività e competizione sono due tendenze naturali, che hanno componenti positive, ma che devono essere incanalate attraverso l'educazione.
La competizione, in modo particolare, è limitata dal senso di appartenenza ad uno stesso gruppo, mentre è stimolata dalla suddivisione in sottogruppi (squadre).
La competizione ha aspetti sani e può essere utilizzata per obiettivi educativi, ad esempio aiutare i ragazzi a impegnarsi e a collaborare in vista di un obiettivo comune all'interno della propria squadra e a tollerare la frustrazione della sconfitta.

LO SPORT E LO SVILUPPO DEL BAMBINO

Lo sport risponde al reale bisogno dei bambini di esprimersi attraverso il corpo ed il movimento. Le capacità motorie di un bambino incidono infatti in modo importante sulla sua capacità di esplorare il mondo e sulla sua autostima. Lo sport, inoltre, è utile per imparare a rispettare le regole, a stare in gruppo e ad impegnarsi in un’attività in un contesto ludico o comunque divertente.
Fino ai cinque – sei anni, lo sport non dovrebbe essere inteso come apprendimento di regole o di sequenze motorie, ma il più possibile come espressione motoria spontanea, finalizzata soltanto al gioco e al divertimento.
Dai sei anni in poi il bambino è pronto ad apprendere alcune discipline sportive.

SPORT E COMPETIZIONE

Tuttavia, è importante che non siano promossi elementi di forte competitività da parte degli adulti di riferimento (genitori o istruttori). Tali atteggiamenti possono infatti diventare fonte di ansia o stress e creare malcontenti e rivalità all’interno del gruppo. In queste situazioni, alcuni bambini possono essere infatti eccessivamente valorizzati ed assumere atteggiamenti egocentrici e monopolizzatori, mentre altri possono risultare svalutati e relegati in una condizione di marginalità.
Come già detto, è inoltre fondamentale che i bambini “imparino a perdere”: saper perdere implica infatti la capacità di gestire adeguatamente la rabbia e la frustrazione.