Durata
Indicativamente, si può dire che l’adolescenza inizia con la pubertà e termina con il raggiungimento della capacità di stabilire una relazione affettiva duratura e di orientarsi verso un certo ambito professionale, cosa che generalmente avviene al raggiungimento della maggiore età.
Utilizzo dello spazio
- Zona alta del foglio: pensiero, fantasia.
Un bambino che disegni prevalentemente in questa zona può avere l'intenzione di sfuggire la realtà, può essere timido o inibito.
- Zona centrale: realtà, attualità.
E' la zona del foglio che tende ad occupare la maggior parte dei bambini. Dovrebbero occuparla quasi tutti dai 7 anni in poi.
- Zona bassa del foglio: concretezza.
E' una zona che può essere occupata dai bambini piccoli (almeno fino ai 3 anni) perché dà la sensazione di protezione.
Se utilizzata in modo prevalente da bambini della Scuola Primaria può indicare bisogno di protezione e di rassicurazione.
Sintomi
Perché possa essere diagnosticata l'iperattività, i sintomi rilevati:
- devono essere più gravi di quelli rilevati in altri bambini della stessa età e dello stesso livello di sviluppo;
- devono essere presenti in diversi contesti;
- compaiono nell'età della Scuola dell'Infanzia;
- si modificano con l’età, normalmente migliorano, ma possono durare tutta la vita;
- devono creare gravi problemi nella vita quotidiana.
Leggi tutto: Il disturbo da deficit di attenzione/iperattività
Sintomi.
Normalmente i sintomi dell'autismo sono rilevabili entro il secondo/terzo anno di età e si manifestano con gravi alterazioni nelle aree della comunicazione verbale e non verbale, dell'interazione sociale e dell'immaginazione o del repertorio di interessi.
Le persone con autismo presentano spesso problemi comportamentali che nei casi più gravi possono esplicitarsi in atti ripetitivi (stereotipie, autolesionismo ecc.), anomali, auto o etero-aggressivi.
L'autismo si trova a volte associato ad altri disturbi che alterano in qualche modo la normale funzionalità del Sistema Nervoso Centrale: epilessia, sindrome di Down...
L'autismo colpisce i maschi 4 volte di più che le femmine.
La valutazione del ritardo mentale
Il ritardo mentale o, più correttamente, disabilità intellettiva, è un disturbo che implica deficit nello sviluppo cognitivo e socio-relazionale, che viene normalmente diagnosticato entro i 18 anni di età.
La presenza o meno di ritardo mentale si valuta sia attraverso l'osservazione generale del funzionamento dell'individuo sia attraverso specifici test per la valutazione del Q.I (quoziente intellettivo).
Il più utilizzato è il test WISC IV (Wechsler Intelligence Scale for Children), che comprende sia prove legate a conoscenze scolastiche (ad esempio prova di vocabolario e di ragionamento aritmetico), sia prove “pratiche” (ad esempio disegno con i cubi). Sono presenti inoltre prove di memoria (memoria di cifre) e prove che prevedono il possesso della capacità di comportarsi in situazioni sociali.
Questo test permette di ottenere un Q.I. totale e la valutazione alcuni fattori come la comprensione verbale, il ragionamento visuo-percettivo, la velocità di elaborazione delle informazioni e la memoria di lavoro.
Il confronto tra i due Q.I. permette inoltre di ipotizzare la presenza di eventuali disturbi dell’apprendimento, in soggetti con Q.I. superiore a 85.